Miti e Leggende, la storia dell'isola d'Ischia by Angela Impagliazzo

L'isola delle scimmie in una mia illustrazione per bambini...

Oggi l'isola Ischia, nel golfo di Napoli, è senza dubbio è una delle mete più ambite per le vacanze estive.
Millenni or sono l'isola d'Ischia suscitava stupore, paura e inospitalità. Era un’isola tutt’altro che calma e tranquilla: frequenti erano sconvolgimenti della terra, eruzioni vulcaniche e colate laviche. Chi cercava di approdare alle sue insenature veniva rapinato da gente selvaggia e turpe. 
Favole e mitologie si intrecciano indissolubilmente anche in Zeus che punisce il gigante Tifeo, simbolo del fuoco, e gli scellerati Cercopi, definiti dagli antichi narratori "bugiardi, ingannatori, ladroni eterni". 
Questa popolazione, questi Cercopi, avendo tentato di usare le loro male arti contro Giove, furono trasformati in scimmie e relegati su Pitecusa, Isola delle Scimmie. Il nome di Pitecusa compare nelle fonti in diverse varianti morfologiche e sembra potesse riferirsi a tutto l'arcipelago o all'isola principale. 
Eppure c’è un elemento archeologico che sembra testimoniare  l'effettiva presenza di scimmie a Pitecusa nell'VIII secolo a.C.: su di un frammento di un cratere di fabbricazione locale è rappresentata una figura insolita.
Il nome di Pitecusa sarebbe stato dunque dato all'isola da navigatori colpiti dalla presenza delle scimmie”. Tradizione vuole che sull’isola di Ischia furono trasportati da Giove stesso e qui i loro discendenti proliferarono facendo sì che, nell’antichità, questa divenne nota come l’isola delle scimmie.
Da ultimo citiamo un passo di Strabone che nel suo Geografia XIII scrive: “erano in detta isola due fratelli denominati Candolo ed Atlante, scelleratissimi inventori di ogni malvagità e perciò soprannominati cercopi, da certi animali che con il movimento della coda, fanno mille lusinghe ed inganni, nome dato da Giove ai truffatori ed ingannatori, come eran costoro. La mira di questi era di ingannare tutti i viaggiatori che li capitavano ed avendo finalmente tentato di usare le loro male arti contro Giove stesso, il medesimo sdegnato li trasformò in scimmie”





 Il Gigante Tifeo incatenato sotto l'isola d'Ischia in una mia illustrazione per bambini

L'isola di Ischia è di origine vulcanica, come tutti i siti della zona a nord dei monti della Campania, ovvero il Vesuvio, i Campi Flegrei e le isole di Procida e Vivara.
Quale personificazione del vulcanesimo, sorse il mito greco di Tifeo, il gigante ribelle confinato da Zeus  sotto l'isola di Pithecusae, che erutta fuoco rendendo calde le acque e che, con il suo irrequieto agitarsi, provoca terremoti.

Tifeo, come narra  Esiodo nella Tifonomachia, ritenuta spuria da molti critici, ai vv. 820-860, è figlio del Tartaro e di Gaia, la quale lo genera con l'intenzione di farne l'oppositore di Zeus e il vendicatore di Crono, al quale voleva fosse restituito il trono degli dei. Il suo aspetto era quello di un mostro dalle cento teste di serpente, dagli occhi ardenti e dalla voce "ora di un toro superbo, alto muggente, dalla forza infrenabile, ora somigliante alla voce di cani, meraviglia ad udirsi, ora infine fischiava e ne echeggiavano le grandi montagne". Il gigante, fedele alle consegne materne, si ribella a Zeus, il quale, irato nel cuore, dopo un'aspra lotta, lo getta "nel Tartaro ampio".



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